L’astigmatismo è quell’anomalia refrattiva causata da un irregolarità della superficie anteriore della cornea (astigmatismo esterno) e/o della superficie anteriore del cristallino (astigmatismo interno). L’astigmatismo totale risulta quindi dalla combinazione dei diversi astigmatismi che si sommano tra loro. Un occhio astigmatico presenta un potere differente nei vari meridiani. I due meridiani sui quali il potere è massimo o minimo si chiamano meridiani principali dell’astigmatismo. Un diottro oculare astigmatico presenta una deformazione della cornea e/o del cristallino di conseguenza il fascio di luce che lo attraversa non genere un punto fuoco ma bensì un conoide delimitato da due linee focali perpendicolari fra loro detto “conoide di Sturm”. L’astigmatismo viene classificato secondo la posizione che queste linee focali occupano rispetto alla retina in condizione di refrazione statica:

- astigmatismo miopico composto: entrambi i meridiani principali sono miopi e di conseguenza entrambe le linee focali si trovano di fronte alla retina;

- astigmatismo miopico semplice: un meridiano principale è emmetrope e l’altro è miope; la linea focale posteriore cade sulla retina e quella anteriore davanti alla retina.

- astigmatismo misto: uno dei due meridiani principali è miope e l’altro è ipermetrope; le due linee focali si trovano una davanti e l’altra dietro alla retina;

- astigmatismo ipermetropico semplice: un meridiano principale è emmetrope e l’altro ipermetrope per cui la linea focale anteriore si trova sulla retina e quella posteriore dietro alla retina;

- astigmatismo ipermetropico composto: entrambi i meridiani principali sono ipermetropi e quindi entrambe le linee focali cadono dietro alla retina.

Se il meridiano principale che ha il potere più elevato si trova fra 60° e 120° l’astigmatismo viene definito diretto o secondo regola; se si trova invece fra 0° e 30° o fra 150° e 180° l’astigmatismo si chiama inverso o contro regola. L’astigmatismo si dice obliquo quando uno dei meridiani principali si trova fra 30° e 60°.

ASTIGMATISMO CORNEALE

La superficie corneale è quasi sede di un astigmatismo, per lo più di piccola entità (0.5-1D) e secondo regola, ma può arrivare a valori elevati fino a (5-6D). Anche la superficie corneale posteriore può essere sede di un astigmatismo il quale però risulta trascurabile, essendo del tipo contro regola, neutralizza in parte quello della superficie corneale anteriore.

ASTIGMATISMO LENTICOLARE

Anche il cristallino può dare origine ad un astigmatismo sia perché le sue superfici non sono perfettamente sferiche sia perché il suo asse ottico non corrisponde all’asse visivo. Questo astigmatismo è assai frequente ed è quasi sempre contro regola; la sua entità è di circa 0.75D ma può arrivare a 2D.

ASTIGMATISMO OCULARE TOTALE

Quello che viene corretto con le lenti cilindriche, risulta quindi dalla combinazione di diversi astigmatismi che si sommano fra loro.

L’INFLUENZA DELL’ACCOMODAZIONE NELL’ASTIGMATISMO

L’accomodazione non può modificare l’entità dell’astigmatismo ma solo spostare la posizione del conoide di sturm rispetto alla retina. L’attività dell’accomodazione si rivela pertanto utile nel collocare sulla retina quella delle due linee focali che fornisce la migliore discriminazione degli oggetti caratteristici dell’immagine, o il cerchio di minor confusione a livello del quale si ottiene la minor distorsione dell’immagine. L’attività dell’accomodazione può rivelarsi utile solo nei casi di astigmatismo misto o ipermetropico.

CORREZIONE DELL’ASTIGMATISMO

Dal punto di vista puramente ottico la correzione dell’astigmatismo consiste nell’applicazione di quella lente cilindrica che annulla l’intervallo di sturm, nella pratica non è possibile seguire questa linea di condotta in quanto la correzione totale degli astigmatismi elevati provoca dei notevoli disturbi. In una buona parte dei casi si è costretti a prescrivere allora quella lente cilindrica che provoca il visus migliore causando il minimo di inconvenienti. Il bambino mostra nei confronti delle lenti cilindriche una tolleranza molto più forte di quella dell’adulto. Nei piccoli pazienti si possono prescrivere correzioni cilindriche iniziali anche di 4D. Nell’adulto è invece raccomandabile la massima prudenza.

 

 

 

 

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