Nella storia della geometria delle lenti a contatto da sempre una delle sfide più significative è soddisfare le esigenze delle persone affette da astigmatismo. E’ molto importante continuare a impegnarsi a soddisfare queste necessità quando consideriamo la popolazione che richiede correzione visiva, il cui 37%-45% circa è costituito da adulti con un astigmatismo pari o superiore a 0.75 D. Con circa una metà della popolazione di utilizzatori di lenti a contatto che hanno un astigmatismo significativo, i produttori di lenti a contatto in toto devono continuare a supportare le esigenze di questa gran parte di pazienti. In una ricerca su 201 utilizzatori di lenti a contatto toriche, i sintomi più spesso ricordati durante l’uso delle lenti comprendevano la visione regolarmente od occasionalmente appannata/alonata, oppure fluttuante o distorta il 47% dei soggetti intervistati riportava una visione appannata o con aloni, il 37% fluttuante e il 32% distorta. Inoltre il 32% dei pazienti astigmatici lamentava la visione di riflessi e aloni in condizioni di bassa luminosità. I benefici delle lenti toriche (nelle categorie di visione, comfort, sicurezza e praticità) venivano presentati ‘ random ‘ ai pazienti in gruppi successivi di quattro per poter essere valutati. Il vantaggio di maggior importanza relativa per una lente a contatto torica era quello di poter dare una visione costantemente chiara  e nitida tutto il giorno. Attributi e performance delle attuali lenti toriche possono limitare la capacità dei pazienti di ottenere una visione costantemente nitida e chiara per tutto il giorno. I torichepazienti sono alla ricerca di lenti a contatto che offrano una visione senza compromessi e una stabilità che non pregiudichi incrementi di comfort. L’aberrazione sferica è l’incapacità dell’ occhio di mettere a fuoco nello stesso punto della retina i raggi luminosi che passano contemporaneamente attraverso il centro e la periferia dell’occhio. L’immagine retinica appare sfuocata perché i raggi luminosi periferici vanno a fuoco in un punto davanti alla retina. L’aberrazione sferica può essere una barriera per una visione di alta qualità in bassa illuminazione, col risultato di una visione appannata con aloni e riflessi. Le nuove lenti a contatto sono progettate per ridurre l’aberrazione sferica positiva insita nell’occhio umano, per ridurre aloni e riflessi e portare i raggi luminosi nello stesso punto focale per una visione chiara e nitida tutto il giorno specialmente in bassa luminosità. Una lente a contatto sferica convenzionale non controlla costantemente l’aberrazione sferica in tutto il range di poteri. Le lenti a geometria sferica dimostrano una naturale aberrazione sferica a causa del disegno della loro superficie: aberrazione sferica negativa per i poteri negativi e positiva per i poteri positivi, in proporzione al potere al loro vertice posteriore. La stabilità di una lente torica è influenzata da diverse forze. Queste forze possono essere divise in forze statiche ( tensione superficiale del liquido lacrimale, gravità, allineamento della lente e tensione palpebrale sulla lente a ore 12 e ore 6) e forze (dinamica palpebrale e movimenti oculare). Per capire meglio come si comportano le lenti sull’occhio sotto l’effetto altamente destabilizzante della dinamica delle palpebre sono stati portati a termine diversi test sperimentali. L’ammiccamento è essenziale nel mantenimento della superficie oculare ed avviene ad una velocità quasi impercettibile. I principali muscoli responsabili dell’ammiccamento sono il muscolo orbicolare ( orizzontale), il muscolo sollevatore della palpebra ( verticale) e i muscoli di Muller. Per visualizzare il movimento impresso da questi muscoli è stata utilizzata una videocamera ad alta velocità in grado di registrare 300 fotogrammi al secondo. I risultati mostrano che tra l’inizio e la fine completa di un ammiccamento spontaneo passa solo un decimo di secondo. In questo tempo la palpebra superiore compie un movimento di circa 7,5 mm verso il basso e 4,8 mm verso il naso. Per contro la palpebra inferiore ha un movimento verticale ridotto, lasciando a quella superiore la quasi totale responsabilità di reidratare la superficie oculare con l’ammiccamento. La comprensione di questa dinamica aiuta a ideare una geometria di lente che può cooperare con questa dinamica palpebrale. Quando le palpebre si chiudono all’ammiccamento completo c’è un leggero dislocamento verso il basso della lente e le palpebre si incontrano per solito in un punto situato a 1-2 mm dalla base della lente. Perché una lente possa efficacemente bilanciare queste dinamiche delle palpebre e mantenere un orientamento stabile, il sistema di bilanciamento dovrebbe tener conto di tutto questo. Posizionando lo spessore massimo del sistema di bilanciamento nella parte più bassa della lente, la geometria può equilibrare il movimento completo della palpebra superiore e trarre vantaggio dalla palpebra inferiore. Questa tecnologia permette alla lente di mantenere stabilità e orientamento, e di garantire una visione costantemente chiara e nitida per tutto il giorno. Il mantenimento della stabilità della geometria ottica della lente nell’occhio insieme al comfort continuo d’uso per tutta la giornata è un equilibrio critico che i produttori di lenti a contatto toriche devono fronteggiare. Per costruire lenti a contatto stabili sono state utilizzate diverse tecniche innovative, tra cui la troncatura, il doppio assottigliamento, il peri ballast ed il prism ballast, tanto per citarne alcune, e al momento vengono commercializzate più geometrie che si fondano su queste tecnologie di base. Queste geometrie garantiscono una stabilità eccellente per una visione consistente, con un orientamento ripetibile anche con ammiccamento e movimento dell’occhio. Inoltre una geometria sottile dà una sensazione naturale per tutto il giorno, e una soluzione di confezionamento arricchita ed idratante che garantisce il comfort fin dalla prima applicazione e consente alla palpebra di scorrere in modo dolce e graduale dalla lente alla congiuntiva. La nuova geometria di lente ha un sistema di marcatura che contribuisce a rendere la superficie particolarmente liscia.

 

 

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